Escursione con la sottosezione CAI di Tricesimo
Partenza: ore 7.00 Piazzale Sede – via San Pelagio, 17
Grado di difficoltà: EE A-D – EE
Altitudine: min: 1350 m. max: 2780 m.
Dislivelli e tempi: A↑ 1430 m. ore 3.45 – B 4.15 A – B↓ 1430 m. ore 3.00
Totale ore: A 6.15 – B 7.15
Attrezzatura: A Set da Ferrata – B da montagna
Coordinatori: Puschiasis Emi
Sede: cell. 3495387819 sempre attivo cai.tricesimo@libero.it
Contributo spese carburante: 0€ auto proprie
Carta Tabacco: 041
Descrizione sommaria del percorso:
Dalla sede del C.A.I. Tricesimo in via S.Pelagio, 17 partiremo alle ore 7,00 per Collina di Forni Avoltri posteggiando le auto nel piazzale del rifugio Tolazzi dove ci divideremo in due gruppi.
Percorso A. EEA-D Raggiunto il Rif. Tolazzi (quota1350) e parcheggiate le auto, imbocchiamo la mulattiera C.A.I. 144 subito sopra il rifugio, lasciando la deviazione per il Rif. Marinelli che prosegue sulla destra. Seguendo le scorciatoie vi e la possibilità di tagliare i tornanti, ricongiungendoci poi con il sentiero CAI 144 che salendo di quota costeggia il greto del rio Landri in direzione passo Volaia. Si oltrepassa il bivio con il sentiero Spinotti raggiungendo una piccola
sorgente e di li a poco il Rif Lambertenghi. Si sale poco oltre il Rifugio per scendere costeggiando sulla destra il lago alpino di Volaia dove nella sponda opposta sorge la Pichl Hutte tipico rifugio austriaco . Descrizione ferrata parete N del M.te Cogliàns (difficoltà EEA-D; ore 2.30). Miriamo ora alla destra della forcella, guadagnando velocemente quota con il sentiero zigzagante che porta verso lo zoccolo d’attacco. Ci si imbraga e si seguono i bolli blu e bianchi della via. All’inizio c’è anche una targa scritta in tedesco che ricorda i soldati austriaci che percorrevano questa salita durante il 1915 – 18. L’attacco è decisamente atletico e riscalda i bicipiti. Le attrezzature risalgono infatti delle placche di calcare verticale dove gli appigli sono pochi. Tuttavia per i piedi sono quasi sempre presenti delle piccole tacche di un paio di centimetri che ospitano alla perfezione la punta degli scarponi. Opere lasciate dai soldati che le realizzarono durante la guerra, magari al freddo dell’inverno. La ferrata è sempre dritta e sempre più aerea. In rare eccezioni sono state infisse delle staffe per i piedi, ci sono ancora alcuni ferri rimasti del 1915 – 18. Arriviamo ad un ottimo punto in corrispondenza dell’attraversamento di una placca verso destra, per far riposare un attimo le braccia. La difficoltà cala decisamente percorrendo poi un tratto della cengia mediana della parete N. I bolli blu e bianchi del nuovo tracciato si mischiano a quelli giallo-rossi della vecchia ferrata. Si raggiunge un canalino di roccia meno sana dove le difficoltà riprendono nuovamente, ma se ne esce piuttosto celermente stando attenti a non muovere pietre. Il canalino porta a sbucare sulla cresta finale; il panorama si apre sulle vicine cime ed il baratro verso il rifugio Lambertenghi è sotto ai nostri piedi. Il cordino ci accompagna verso la campana di vetta dove ci ricongiungeremo al resto del gruppo (quota2780).
Dal Rif. Tolazzi al Rif .Lambertenghi ore 1,15 – dal Rif. Tolazzi al M.te Cogliàns ore 3.45
Percorso B. EE Dal Rif. Tolazzi (quota 1350) ci si incammina su strada carrareccia a fondo sterrato. Dopo circa 5 minuti, al bivio con il (sent. C.A.I. n. 144) si prosegue diritti sul (sent. C.A.I. 143) fino ad un ampio tornante, dove si abbandona la mulattiera per immettersi a destra sul sentiero ben marcato, che in breve tempo recupera a (quota 1625) la predetta carrareccia all’inizio dei pascoli di C.ra Morareto. Si prosegue sulla stessa per circa 400 m. per poi riabbandonarla sulla sinistra. All’altezza del bivio per la Casera, si sale lungo il pascolo costeggiando prima a destra poi a sinistra orografica il Rio Morareto, fino a (quota 1900) dove il sentiero diventa più ripido. Superato l’acquedotto, con ampi tornanti incavati nel terreno argilloso, si raggiunge la Forc. Morareto e quindi il Rif. Marinelli (quota 2111). Dalla forcella Morareto si piega a sinistra in combinazione con il sent. n. 145, per poi deviare a destra sul sent. C.A.I. 143 che prima con un bel sentiero, poi con il superamento di due ghiaioni un po’ insidiosi, alla fine dopo aver salito alcune roccette ci porterà sulla cima del M. Cogliàns (quota 2780) dove ci ricongiungeremo con il gruppo che al Rif. Tolazzi ha optato per la ferrata. Campana e libro di vetta con veduta a 360 gradi. In alternativa al sentiero sopra descritto, si può percorrere tutta la carrareccia fino al Rif. Marinelli. Dal Rif. Tolazzi al Rif. Marinelli ore 1,40 – dal Rif.Tolazzi al M.te Cogliàns ore 4,15.
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