escursionismo

20 ottobre 2013 – Monte Lavara – Prealpi Giulie

ll Monte Lavara è una delle principali vette delle Prealpi Giulie, seconda per altitudine solo al M. Plauris, della cui catena è prosecuzione orientale incuneandosi nella Val Resia. La Forca Campidello lo collega alla sudorientale Catena dei Musi. Il versante sud del Gruppo Plauris-Lavara, ergentesisopra la Val Venzonassa, è formato da declivi prevalentemente erbosi, mentre i versanti nord ed est (sulla Valle del Fella e la Val Resia) sono costituiti da aspri ed impervicrinali rocciosi in una delle zone più selvagge del nostri monti, cuore del Parco delle Prealpi Giulie.  Monte_Lavara

ACCESSO:  A nord di Venzone si segue la strada che conduce alle case di borgo Sottomonte per proseguire poi lungo la rotabile che risale la val Venzonassa. Dopo circa 3 km si raggiunge il punto di partenza (m.534, spiazzo per parcheggio), a circa trecento metri dal divieto di transito.

DESCRIZIONE DELL’ESCURSIONE:  Il percorso inizia sul sentiero 705A che sale decisamente in direzione della cinquecentesca chiesetta di S.Antonio Abate (m.852) che viene raggiunta in circa 50 minuti di cammino nella boscaglia termofila (orniello, roverella, carpino nero). E’ un bel punto panoramico sulle valli Venzonassa e del Tagliamento e sui versanti meridionali del Gruppo del Plauris.  Dopo pochi minuti si raggiunge il sentiero 705 proveniente da Venzone svoltando a destra (nordest). Si prosegue lungamente nelle boscose pendici meridionali delPlauris e dello Jof Ungarina uscendo allo scoperto dopo  un paio d’ore inprossimità della Malga Ungarina (m.1312). Da qui in pochi minuti di carrareccia pressoché in quota si raggiunge la Malga Confin (m.1332). Proseguiamo solo pochi minuti a E verso la Forca Campidello fino al poco evidente sentiero a nord (sinistra) che attraverso  gli ultimi tratti di boscaglia ci porta allo scoperto su terreno detritico con fitte mughete. In breve ci troviamo così nel pietroso vallone meridionale del Monte Lavara. Raggiunta in breve l’evidente segnalazione bianco-rossa su di una grossa pietra (m.1505 ca.) si piega decisamente a sinistra in direzione N per salire il ripido pendio seguendo il sentiero tra fitti mughi oltre i quali si prosegue su faticoso terreno detritico fino alla base delle rocce dell’evidente canale (m.1740 ca.) che si risale superando  alcuni salti rocciosi con facile e divertente arrampicata (cavo di sicurezza). Raggiunta una piccola forcella su una sottile dorsale erbosa (m. 1760 ca.) ci si porta a destra per l’evidente tracciato tra i mughi, si sale in direzione N fino ad uno speroneerboso (m.1810 ca.). Da questo punto si traversa praticamente in quota il successivo pendio erboso-sassoso piegando poi in direzione E per salire la dorsale. Seguendo le segnalazioni (ometti e segni bianco-rossi dipinti sulle rocce), su terreno erboso-roccioso  con ampie zone di grossi massi si raggiunge la vetta. Meritato riposo e pranzo con ampio e bellissimo panorama in ogni direzione.

DISCESA:  Rientriamo con grande attenzione sullo stesso percorso finoa raggiungere nuovamente Malga Confin. Da qui rientriamo a valle attraverso la lunghissima carrareccia a fondo naturale con tratti cementati.

ITINERARIO B: Percorso alternativo a quello per la cima: dalla Malga Confin (ottimo punto d’appoggio) si raggiunge con facilità la Forca Campidello (m.1460 ca.) tra M. Lavara e Cima diCampo, finestra sull’Alta Val Resia. Bella vista anche indirezione SE sulla dorsale del M. Chiampon oltre il profondo solco del torrente Venzonassa.

 

>>> scarica il programma dettagliato