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29 novembre 2013 ore 21.00 – Vajont: l’acqua imprigionata

VAJONT: L’ACQUA IMPRIGIONATA  – Per non dimenticare a 50 anni dalla tragedia

Cinquant’anni sono passati da quell’evento che sconvolse la nostra nazione, ma ebbe ripercussione a livello mondiale. Un anniversario che ci permette di ricordare, di riflettere, su questo evento che ci ha coinvolto essendo così vicino a noi a livello spaziale. Quando andiamo in Cadore, le nostre montagne, e passiamo per Longarone i nostri sguardi si rivolgono sempre in alto a destra, ad osservare quella valle ostruita da una manufatto in cemento, e in seconda linea una massa di terra e roccia che gli si appoggia sopra e le domande che ci facciamo sono diverse e spontanee.

Nella serata del 29 novembre, attraverso sguardo e le riflessioni di un geologo, che ha frequentato spesso quella zona, cercheremo di ricordare questo evento che vive ancora in modo indelebile nei nostri ricordi. Un’occasione per non dimenticare anche se gli anni non sono pochi.

Ecco come Dino Buzzatti, all’epoca giornalista bellunese del “Corriere della Sera”, descrisse il giorno dopo la sciagura del Vajont: «Un sasso è caduto in un bicchiere colmo d’acqua  e l’acqua è traboccata sulla tovaglia. Tutto qui. Solo che il bicchiere era alto centinaia di metri e il sasso era grande come una montagna e di sotto sulla tovaglia stavano migliaia di creature umane che non potevano difendersi. »

La serata, ad ingresso libero, è organizzata dalla Commissione Culturale e Divulgativa della SAF e si svolgerà presso l’  Auditorium “Menossi” in via San Pietro, 60  Udine e vedrà protagonista Ugo Scortegagna, geologo, scrittore, Operatore Naturalistico del Club Alpino Italiano, componente del Comitato Scientifico Centrale del CAI stesso.

Durante la serata verrà proiettato on contributo video-fotografico del Gruppo Podistico del DLF di Udine.

Per maggiori informazioni: divulgativa@alpinafriulana.it