escursionismo

8 settembre 2013: Cime Postegae (2358 mt.)

Partenza:                       Palmanova sede ore 6.30; Paparotti ore 7.00

Dislivello:                       1400 mt.

Tempi di marcia:          7.30 ore

Equipaggiamento:       Normale da Escursionismo             

Cartografia:                  Carta Tabacco 21

Grado di difficoltà       EE

Accesso :                      Val Cimoliana.

Da Cimolais addentrarsi in Val Cimoliana lungo la strada che la risale interamente raggiungendo il fondo della valle e lasciando l’autovettura in uno degli spazi preposti (m 1163, Pian Meluzzo). La carrozzabile, soggetta nei mesi estivi ad un pedaggio (2005, 5 euro), presenta alcuni punti sconnessi ed è solo parzialmente asfaltata. Inoltre alcuni attraversamenti sul greto del torrente, nella parte alta della valle, possono risultare problematici specialmente dopo abbondanti piogge. Dal parcheggio proseguire lungo la pista tralasciando subito a destra la deviazione per le Bregoline che utilizzeremo al ritorno. Dopo avere attraversato un esteso ghiaione la strada sfocia in una inaspettata radura verde, molto ampia e delimitata dal bosco. Superato un piccolo greto asciutto ci si riporta sulla fiumana ghiaiosa proseguendo quasi in falsopiano in un ambiente dominato dalle poche piante in grado di colonizzare il detrito. Giunti alla confluenza con la val Postegae (cartello) si lascia a sinistra il segnavia CAI n.361 che si inoltra nella val Meluzzo e si prosegue a destra in direzione del passo Pramaggiore (segnavia CAI n.362). Poco dopo il bivio una serie di ometti ci guida sulla sinistra dell’ampio greto dove il terreno è più stabile. Con una lunga diagonale ci si innalza sopra il fondovalle riportandosi poi sul bordo delle ghiaie in prossimità di un bivio poco marcato. Facendo attenzione alle segnalazioni si abbandona il segnavia CAI n.362 che risale la Val dell’Inferno e si attraversa il greto ritrovando sull’altro lato il segnavia CAI n.387. Un cartello ci avvisa che il sentiero non è più oggetto di manutenzione ma fortunatamente il percorso si rivelerà privo di difficoltà.
Lasciato per ora il fondovalle la mulattiera entra subito nel bosco di faggio intersecando un primo greto secondario cui fa seguito una ripida rampa. Oltrepassati alcuni greti più consistenti ma privi di difficoltà il sentiero si porta alla base di un ripido tratto colonizzato dal mugo dove la valle si restringe sensibilmente. Dopo avere intersecato un piccolo rio si prosegue a salire con marcata pendenza uscendo sulle ghiaie che discendono dalla Cresta Pramaggiore. Seguendo i segnavia si sale su terreno colonizzato da larici e mughi avvicinandosi ad una zona disseminata di grossi massi dove il sentiero piega ancora a sinistra per risalire un facile colatoio roccioso. Nella parte alta del vallone ci si ritrova a risalire il Cadin del Pramaggiore. Un costone roccioso che sdoppia la valle offre la possibilità di salire su terreno più consolidato anche se piuttosto ripido. Riguadagnato il solco del vallone ci attende un’ultima breve risalita su zolle erbose che termina sul verde passo Pramaggiore (m 2137) dove lo sguardo può spaziare verso il solco della val Settimana quasi 1300 metri più in basso.
Inizia ora il tratto più interessante della traversata che ci porterà a percorrere interamente il crinale compreso tra il passo Pramaggiore e la forcella Ciol de Mont lungo un percorso abbastanza evidente anche se marcato solo da qualche ometto. Si lascia quindi il segnavia CAI n.387 che scende nell’opposto versante verso casera Pramaggiore e si inizia a salire lungo il filo di cresta, inizialmente comodo ed erboso. Si raggiunge una specie di antecima dalla quale si inizia a traversare in direzione della ormai visibile Cima Cadin. Un piccolo gradino roccioso e quindi un piacevole tratto di cresta pressoché orizzontale conducono alla base della cima che si raggiunge risalendo il friabile pendio terminale. Sulla piccola vetta della Cima Cadin (m 2313) una piccola croce in legno fa da sfondo ad una panorama assai esteso.
Dalla cima si scende nell’opposto versante lungo un ripido pendio erboso poi, non appena se ne intravede la possibilità, si piega a destra mirando ad un intaglio detritico dove è facile sorprendere gli stambecchi. Si aggira uno sperone roccioso puntando nuovamente alla linea di cresta lungo la quale si cala comodamente alla forcella Postegae (m 2163). L’ambiente estremamente particolare è caratterizzato dalla presenza di un fine detrito che ci accompagnerà fin oltre le Cime. Il successivo tratto di cresta si fa decisamente più articolato poiché un paio di pinnacoli rocciosi obbligano ad alcuni aggiramenti sui due versanti. Giunti ad una insellatura la prosecuzione è impedita da una parete rocciosa verticale. Seguendo alcuni ometti la traccia si sposta quindi sulla sinistra imboccando una cengetta detritica che aggira l’ostacolo. Una breve ma ripida risalita ci consente di guadagnare un affilato costone erboso che si raccorda nuovamente con la cresta principale attraverso un passaggio un poco esposto. Di nuovo sul filo del crinale, con percorso assai panoramico, si perviene alla più orientale delle Cime Postegae (m 2358.
Dalla cima si prosegue lungo il crinale mirando all’insellatura che precede la cima intermedia che si può evitare sulla sinistra, dapprima su pendio erboso e quindi traversando sopra alti dirupi. Giunti in vista delle Torri Postegae la traccia prende a calare definitivamente sulla sinistra lungo un versante tormentato. Provvidenziali ometti e qualche sparuto bollo guidano ad attraversare le scanalature rocciose nei punti migliori. Giunti nei pressi della cresta la traccia scende ripidamente lungo una pala erbosa tra i mughi raggiungendo una specie di sperone ricoperto dai baranci. Qui il sentiero si abbassa ancora a sinistra su terreno friabile e malagevole infine una cengetta esposta riconduce ad un piccolo intaglio dove hanno termine le difficoltà. Ci troviamo poco a monte della vera forcella Ciol de Mont dalla quale ci separa un ulteriore tratto di cresta impraticabile ed infestato dai mughi.
Rassicurati da un bollo rosso si cala quindi dalla forcelletta nel canalone sottostante, inizialmente piuttosto incassato ed ingombro di grossi macigni. Ci si destreggia alla meglio tra i detriti cercando i passaggi più convenienti. La discesa è faticosa ma non vi sono particolari difficoltà ed i gradini che si presentano possono essere facilmente aggirati. Più in basso il canale confluisce nella colata ghiaiosa che a sinistra discende dalla forcella Ciol de Mont dove si incontra anche qualche segno di passaggio. La discesa coincide ancora per un buon tratto con il greto principale poi finalmente inizia a prendere corpo una traccia migliore. Lentamente ci si sposta sulla destra dove i primi mughi iniziano a consolidare il fondo. Seguendo il corso del rio che sta affiorando (sorgente) si guadagna via via terreno migliore fino a confluire definitivamente sul segnavia CAI n.370 che scende dalle Bregoline.Tramite questo si discende agevolmente la parte rimanente della val Ciol de Mont riportandosi alla piana di Meluzzo e quindi al parcheggio.