escursionismo

23 giugno 2013: Monte Fleons (2507 mt.)

Partenza:                   Palmanova sede ore 6.30; Paparotti ore 7.00

Dislivello:                  1400 mt.

Tempi di marcia:       8.00 ore (5.30 ore per chi non fa la cima)

Equipaggiamento:    Set da ferrata (Normale da escursionismo per chi non fa la cima)      

Cartografia:               Carta Tabacco 01

Grado di difficoltà:   EEEA

Accesso:                    Forni Avoltri – Pierabech

 

 

Da Forni Avoltri imboccare la strada asfaltata verso Pierabech percorrendola fino al divieto di transito poco prima della cava di marmo (mt. 1103, possibilità di parcheggio lungo la strada). Attraversato il tratto sottostante alla cava proseguire lungo la pista forestale che ha inizio nel piazzale di manovra (segnavia CAI n.140, segnalazioni) lasciando a destra la diramazione per casera Bordaglia. La stradina risale verso nord con pendenza costante, sulla destra orografica della valle, attraversando un bel bosco di abete rosso. Superata una fonte in corrispondenza della stretta di Fleons, si è ad un evidente bivio. Lasciato a destra il segnavia CAI n.142 per la sella Sissanis, si entra in val Fleons costeggiando il torrente lungo una comoda pista. Poco dopo si attraversa il greto del rio Fleons e con un paio di ampie svolte si raggiunge terreno più aperto alla base della verticale parete nord del monte Navastolt. Attraversato alla base il pascolo della casera Fleons di Sotto (mt. 1571), che rimane poco più a monte, la mulattiera entra in un bel bosco di larici mantenendo per un buon tratto una piacevole pendenza. Con una ampia svolta supera quindi il gradone al di sopra del quale è situata la casera Fleons di Sopra (mt. 1804).

Qualche metro dopo la casera si incontra un bivio segnalato in corrispondenza del quale si abbandona il segnavia principale per imboccare a destra la traccia segnalata che risale verso nord. Dapprima in traverso poi con alcune svolte il sentiero raggiunge in breve l’ampia insellatura erbosa del Giogo Veranis (ore 3.30 mt. 2011) dal quale si apre già una magnifica visuale sulla val Fleons.

Tralasciata la prosecuzione che scende nel versante austriaco in direzione della ben visibile Hochweißsteinhaus, si seguono le segnalazioni per il monte Fleons (Raudenspitze) incamminandosi verso la cresta erbosa che digrada sul passo. Il sentiero passa immediatamente sul versante sinistro traversando per un tratto poi con una serie di tornantini riguadagna una prima volta il filo della cresta. Si prosegue ancora sul versante austriaco salendo in diagonale un pendio roccioso un poco esposto. Ritornati nuovamente sul crinale, ora più affilato, la prosecuzione sembra sbarrata da un grande spuntone roccioso che costringe ad un traverso esposto sul suo versante sinistro. All’uscita dalla cengetta ci si riporta sul versante italiano ritrovandosi alla base di un ripido canale erboso che va risalito con una certa fatica. Senza raggiungerne la sommità si esce sulla destra sfiorando un intaglio affacciato sui dirupi del versante settentrionale. Dopo un breve traverso ci si riporta a sinistra della cresta superando un tratto terroso e friabile assicurato da un primo spezzone di cavo. All’intaglio successivo la cresta presenta un salto roccioso che viene superato con l’aiuto delle attrezzature (consigliabile da qui in poi l’autoassicurazione). Raggiunta una cengia erbosa il sentiero inizia un lungo traverso sui ripidi verdi del versante italiano. La traccia è discretamente marcata ma l’esposizione richiede ancora la massima attenzione. Sulle rocce e nelle fessure fioriscono qui, ad estate inoltrata, il raponzolo di Sieber ed il senecione canuto. Poco prima di raggiungere la base di una elevazione rocciosa che si rivelerà essere l’anticima il sentiero si riporta ancora sul versante nord. Oltrepassati i resti di una costruzione di guerra in legno si prosegue a traversare per un buon tratto su sentiero più comodo e marcato poi si riprende a salire decisamente a piccole svolte riguadagnando il filo della cresta a pochi metri dalla quota 2467. Da questo punto la vista si apre finalmente sulla vera cima dalla quale però ci separa ancora un tratto di cresta molto articolato. Si scende leggermente poi aiutandosi con buone attrezzature si percorre il crinale dapprima traversando a sinistra poi a destra ed infine ancora a sinistra. Raggiunta la base del torrione terminale, con una serie di tornantini su un ripido pendio di roccette ed erba si guadagna un terrazzamento dove hanno inizio le attrezzature finali. Superando una serie di brevi salti verticali intervallati da una rampa le recenti attrezzature ci aiutano a vincere anche quest’ultima difficoltà oltre la quale non resta che percorrere ancora pochi metri di cresta per raggiungere la piccola e rocciosa cima del monte Fleons (mt. 2507, croce, libro di vetta).

Per la discesa si utilizzerà il medesimo itinerario.

Per chi non fa la cima del Monte Fleons, arrivati al Giogo Veranis, scende in territorio austriaco per raggiungere il vicino e accogliente rifugio Hochweißstein Haus mt.1868 (15 min. circa dal Giogo Veranis).

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